"Qui ho avuto la possibilità di continuare le mie ricerche in ambiti diversi da quelli esplorati in Germania, scegliendo i linguaggi da studiare in modo completamente libero: musica, danza, spettacolo, canti gregoriani. Ho potuto creare una collana dove gli studenti stessi potevano pubblicare i propri scritti. Ho trattato i miei allievi non come persone che devono essere istruite, non come studenti, ma come colleghi. Io ho imparato molto da loro. Se non si fa ricerca con i giovani, non viene fuori nulla di interessante”. L’unico rammarico? “Qui, come in Germania e in Ungheria, mi dispiace che non sia stato possibile dare un futuro agli studenti che avrebbero meritato sostegno. Purtroppo le scienze umane stanno perdendo sempre di più l’apprezzamento di questa società. Si ritiene più importante la tecnica, ciò che possa trovare un appoggio finanziario. Ma senza le scienze umane la vita acquista un valore che non si desidera avere"

Fonte: guidamarche.it